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Storia dell’Haut-Koenigsbourg: dal 774 al restauro del 1908

Storia
La roccia è menzionata nel 774, il castello degli Hohenstaufen nel 1147. Bruciato nel 1462, ricostruito dai Thierstein dopo il 1479, assediato e incendiato dagli Svedesi nel 1633, rimase in rovina per oltre 250 anni. Sélestat lo donò nel 1899 a Guglielmo II, che lo fece restaurare dal 1900 al 1908 da Bodo Ebhardt. Francese dal 1919, appartiene al dipartimento dal 2007.
1147Castello «Staufen» degli Hohenstaufen
1192Chiamato Kœnigsbourg, il castello del re
1633Incendiato dagli Svedesi, abbandonato
1899Donato da Sélestat a Guglielmo II
1900–1908Restauro ad opera di Bodo Ebhardt
13 maggio 1908Inaugurazione

Una roccia, poi un castello del re

La roccia appare nel 774 con il nome di Stofenberk, in un atto di Carlo Magno. Il castello stesso è documentato nel 1147, con il nome di Staufen, costruito dagli Hohenstaufen. Nel 1192 prende il nome di Kœnigsbourg, il castello del re. La posizione spiega tutto: a 757 m, lo sperone controlla la via del vino e del sale nella pianura e il passaggio verso la Lorena attraverso il massiccio.

1462 e 1479: incendio e ricostruzione

Nel 1462, le truppe di Colmar, Strasburgo e Basilea incendiano il castello, divenuto covo di cavalieri-briganti. Nel 1479, l’imperatore Federico III concede le rovine ai Thierstein, che le ricostruiscono con una difesa adatta all’artiglieria: il grande bastione a ovest risale a questa logica. Parte di ciò che vedete oggi risale a questa campagna, completata quattro secoli dopo.

1633: gli Svedesi, poi 250 anni di silenzio

Durante la Guerra dei Trent’anni, le truppe svedesi assediano e incendiano il castello nel 1633. Nessuno lo rialza. Viene usato come cava e come passeggiata romantica per oltre 250 anni. Nel 1865, la città di Sélestat lo acquista, senza i mezzi per farne alcunché.

1899: un dono all’imperatore

L’Alsazia è tedesca dal 1871. Nel 1899, Sélestat regala le rovine a Guglielmo II. L’imperatore vi vede esattamente ciò che cerca: un simbolo del confine occidentale dell’Impero, visibile da tutta la pianura, che ricollega il Reich agli Hohenstaufen. Non si tratta di un restauro disinteressato, e la sala del Kaiser, con il suo aquila bicipite, non lo nasconde.

1900–1908: il metodo Bodo Ebhardt

Guglielmo II affida il cantiere a un giovane architetto berlinese, Bodo Ebhardt. Il suo metodo: rilevare i muri superstiti, spulciare gli archivi, confrontare con i castelli coevi ancora in piedi, poi ricostruire ciò che riteneva esistito intorno al 1500. Su molti punti aveva prove. Su altri, ha deciso: il mastio è circa 14 m più alto dell’originale, il tetto della sala delle feste è più elevato, e parte dell’arredo e della decorazione risale alla sua epoca piuttosto che al Medioevo. I suoi critici, già numerosi nel 1908, vi vedevano una messinscena imperiale. I suoi sostenitori rispondono che senza di lui non resterebbe che un pezzo di muro. Entrambi hanno ragione, ed è ciò che rende la visita interessante. L’inaugurazione avviene il 13 maggio 1908.

1919 e 2007

Il trattato di Versailles fa passare il castello allo Stato francese nel 1919. Dichiarato monumento storico nel 1862, viene classificato nel 1993. Nel 2007, è trasferito al dipartimento del Basso Reno, oggi la Collectivité européenne d’Alsace, che lo gestisce. Accoglie oltre 500.000 visitatori all’anno, quasi la metà provenienti dall’estero. Jean Renoir vi ha girato nel 1937, ne parlo nella pagina dei film.

Consiglio da insider

Se la storia vi interessa più dei villaggi, scegliete una gita con una vera guida piuttosto che una formula con autista: la domanda «cosa è originale?» merita qualcuno che sappia rispondere.

Il castello raccontato da una guida

Nella gita più richiesta da Strasburgo, la visita del castello è guidata per 1 ora e 30 minuti, in piccolo gruppo.

Verifica disponibilità e prenota
Noi siamo una guida indipendente, non un tour operator né il sito ufficiale del castello. I link di prenotazione portano a GetYourGuide e sono link affiliati: se prenotate tramite loro, possiamo ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per voi. Vedi la nostra informativa sull’affiliazione.

Escursioni con visita guidata del castello

Domande frequenti

Chi ha restaurato il castello di Haut-Kœnigsbourg?

L’architetto berlinese Bodo Ebhardt, dal 1900 al 1908, per conto dell’imperatore Guglielmo II. Il risultato si vede sala per sala nella pagina cosa vedere.

Perché Guglielmo II voleva questo castello?

Come simbolo del confine occidentale dell’Impero tedesco, nell’Alsazia annessa, e per ricollegare la sua dinastia agli Hohenstaufen. La sala del Kaiser, al secondo piano, ne è la dimostrazione.

Il castello è di origine?

In parte. Le mura basse e la pianta risalgono ai Thierstein (dopo il 1479); le parti alte, il mastio (14 metri di troppo), i tetti e le decorazioni sono di Ebhardt. È un punto su cui torno in vaut-il le détour.

A chi appartiene oggi il castello?

Al dipartimento dal 2007, oggi alla Collectivité européenne d'Alsazia, dopo essere appartenuto allo Stato francese dal 1919 al 2007. Vende i biglietti solo tramite la propria biglietteria, vedi biglietti.

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